In Italia questo filler si usa ormai da 25 anni: facciamo il punto su come è oggi e su quali possibilità offre, in termini di sicurezza e naturalità dei risultati

Di acido ialuronico non ce n’è uno solo. «Oggi il medico ha a disposizione una tavolozza di prodotti, con caratteristiche fisiche e chimiche diverse, da scegliere in base a quale profondità vuole inserirli e a quali risultati desidera raggiungere», premette Lucio Tunesi, medico estetico a Milano.

«Lo specialista lo utilizza ora da pittore, rinfrescando e perfezionando la superficie epidermica, ora da scultore, armonizzando i volumi del viso». Con l’obiettivo di ottenere un effetto naturale: «È questo che oggi chiedono le pazienti: vedersi e mostrarsi ringiovanite, senza che si noti l’intervento del medico».

 

Le diverse tipologie

«Il materiale più duttile a disposizione della medicina estetica, modulabile dalla superficie alla profondità della pelle»: questo è oggi l’acido ialuronico, secondo il dottor Tunesi.

«Quindi ideale non solo per i “ritocchini”, ma per un progetto globale di ringiovanimento del viso. Per realizzarlo, lo specialista può scegliere tra una gamma di diversi tipi di gel all’acido ialuronico, che si differenziano per plasticità, elasticità e coesività».

Cosa significano questi termini? La plasticità è la capacità del gel di essere plasmabile, modellabile: «Un gel all’acido ialuronico plastico ha molecole compatte tra loro ed è adatto a ripristinare i volumi del viso laddove si sono svuotati, negli strati profondi della pelle, vicino alla struttura ossea, nelle zone di tempie, zigomi e mento. Dà una forma e la mantiene in profondità», spiega lo specialista.

L’elasticità è la capacità del gel di deformarsi e di tornare alla sua forma iniziale: «Un acido ialuronico con queste caratteristiche è perfetto per essere iniettato negli strati intermedi dei tessuti facciali perché risponde alle sollecitazioni della muscolatura, tendendosi insieme ai tessuti e tornando sempre a posto, con un risultato di grande naturalità e spontaneità.

Grazie al suo effetto tensore, è indicato per pieghe profonde come le nasolabiali e quelle del mento, per le rughe della marionetta (ai lati del mento), per il cedimento delle sopracciglia, oltre a essere il più adatto per il riempimento delle labbra», illustra il dottor Tunesi.

La coesività è la capacità del gel di legarsi e di diffondersi in modo omogeneo: «Un acido ialuronico coesivo è indicato per essere iniettato in superficie, anche appena sotto l’epidermide, dove si integra nel tessuto, creando un connubio che dà un sostegno uniforme alla pelle. Ok per zampe di gallina, codice a barre, in generale per rughe lievi e moderate», chiarisce il medico estetico.

 

Interventi personalizzati

Ovviamente, questi diversi tipi di gel all’acido ialuronico sono complementari tra loro, quindi si possono usare per costruire un piano personalizzato in base alle esigenze della paziente.

Non solo: lo specialista oggi è in grado di aiutare i tessuti invecchiati utilizzando quantità non eccessive di prodotto perché, grazie alla varietà delle caratteristiche fisiche dei prodotti a sua disposizione, può sfruttare con intelligenza le reazioni dell’organismo all’inserimento del filler.

«Il prodotto giusto, inserito alla profondità giusta, con la metodica giusta, viene coinvolto dall’organismo in modo da fare tutt’uno tra acido ialuronico e tessuto, senza problemi infiammatori né fibrosi, ma al contrario distribuendosi benissimo in un connubio che dà un sostegno uniforme alla pelle e non dà luogo all’indesiderato “effetto gonfiore”», precisa il dottor Tunesi, che prosegue: «Non bisogna poi dimenticare che l’acido ialuronico non è un mero “riempitivo”, ma una sostanza capace di stimolare i fibroblasti e la matrice cellulare, con un recupero funzionale della pelle. Faccio un esempio: se utilizzo il gel all’acido ialuronico per le rughe nasolabiali, inizialmente ripeterò le punturine ogni 4 mesi, ma poi via via arriverò a intervalli anche di un anno, perché gradualmente il prodotto migliorerà la tonicità dei tessuti».

 

Benefici e durata dei risultati

Utilizzato da uno specialista, che quindi conosce perfettamente l’anatomia del viso, l’acido ialuronico è un prodotto sicuro, che viene naturalmente riassorbito dall’organismo nel giro di massimo un anno: «I gel più densi, iniettati in profondità, permangono più a lungo, anche fino a 12 mesi, perché qui è minore il contatto con la ialuronidasi, l’enzima del nostro organismo che disgrega l’acido ialuronico; in superficie invece il ricambio è più veloce», precisa il dottor Tunesi.

«Per mantenere più a lungo i risultati, il mio consiglio è comunque di evitare le punturine “mordi e fuggi” e di coinvolgere la paziente in un piano di rallentamento dell’invecchiamento. Nell’ambito di questo progetto, ben si inseriscono i “ritocchini” prevacanzieri, per mostrarsi al meglio di sé nella bella stagione: unica avvertenza, programmare la seduta con qualche giorno di anticipo rispetto all’esposizione al sole, per evitare che il prodotto iniettato si riscaldi, creando leggeri edemi, magari asimmetrici».

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