L’acido ialuronico è una sostanza biocompatibile, un elemento fondamentale e ubiquitario di tutti i tessuti:
Connettivi (provvedono al collegamento, al sostegno e nutrimento di altri tessuti dei vari organi).
Epiteliali (rivestono l’interno e l’esterno della maggior parte delle superfici corporee).
Neuronali (ricevono, trasmettono ed elaborano gli stimoli interni ed esterni del corpo).

E’ presente nella cute, nel liquido sinoviale che ricopre le cartilagini, nelle alte e basse vie respiratorie, nei tendini, nelle valvole cardiache, nelle pareti dell’aorta, nel cervello, nel nucleo polposo dei dischi intervertebrali, nell’umor vitreo dell’occhio e nel cordone ombelicale.

Nel corpo umano la concentrazione media di acido ialuronico è di circa 200 mg per kg di peso.

L’acido ialuronico, grazie alle sue caratteristiche fisico-chimiche uniche e in base alle sue dimensioni molecolari, possiede svariate funzioni:

  • Idratazione

  • Lubrificazione

  • Sostegno strutturale

  • Assorbimento degli urti (shock-absorber)

  • Filtro contro batteri e micro organismi

  • Regolazione risposte infiammatorie e immunologiche

  • Trasporto di sostanze nutritive

  • Influenza comportamento, crescita e differenziazione cellulare.

  • Cicatrizzazione e ricostruzione tissutale

Il nostro organismo termina la produzione di acido ialuronico intorno ai venticinque anni e così con l’avanzare dell’età la quantità presente diminuisce gradualmente.

Presenza di HA nel corpo umano in vari stadi di invecchiamento:

La diminuzione di acido ialuronico può essere causata da molti fattori:

  • Invecchiamento

  • Patologie osteoarticolari

  • Attività sportiva

  • Infiammazioni

  • Irritazioni

  • Traumi e lesioni

  • Fattori ambientali sfavorevoli

  • Stress

  • Fumo di sigaretta

  • Radiazioni solari uva uvb

STRUTTURA CHIMICA

Dal punto di vista chimico l’acido ialuronico è classificato come un glicosaminoglicano. La molecola è infatti formata dal ripetersi di lunghe sequenze di due zuccheri semplici, l’acido glicuronico e la N-acetilglucosamina. Queste sostanze sono entrambe cariche negativamente e quando si uniscono la forte repulsione dà origine ad una molecola lineare, flessibile, estremamente polare e di conseguenza con elevata solubilità in acqua.

Grazie a questa struttura l’acido ialuronico è in grado di legarsi a un gran numero di molecole d’acqua formando un gel con elevato grado d’idratazione.

L’estrema lunghezza della catena molecolare, insieme al suo elevato grado d’idratazione permette di formare una struttura di tipo reticolare in grado di agire come un’impalcatura di sostegno, occupando uno spazio decisamente superiore a quello che ci si aspetterebbe dal suo peso molecolare e conferendo all’acido ialuronico le sue tipiche caratteristiche viscoelastiche.

ESTRAZIONE

Isolato la prima volta come costituente del corpo vitreo dell’occhio dei bovini da Mayer e Palmer nel 1934 la sua struttura polisaccaridica semplice è stata definita nel 1951.

Fino a pochi anni fa l’acido ialuronico veniva estratto da fonti naturali come le creste di gallo, dall’umor vitreo bovino, o dal cordone ombelicale umano.

Questo procedimento presentava vari svantaggi: pessima standardizzazione dei pesi molecolari, rischio di infezioni virali, alti costi. Più recentemente questi svantaggi sono stati largamente aboliti e buoni risultati si sono ottenuti grazie a nuovi procedimenti.

La biotecnologia è in grado oggi di rifornirci, in modo teoricamente illimitato, di biopolimeri di acido ialuronico con peso molecolare fino ad alcuni milioni di Daltons, più puri, più viscosi, senza contenuto proteico e non di derivazione animale.

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